Milano (askanews) - Wifi, totem interattivi, applicazioni per smartphone e tablet, tour virtuali ed esperienze immersive in 3D. Sono tanti i modi in cui Expo 2015 ha declinato la sua vocazione digital, per accompagnare il visitatore prima, nell'organizzazione del tour, durante, arricchendo la visita di contenuti e dopo, mantenendo la memoria di quanto visto. Guido Arnone è il responsabile innovazione tecnologica e digital di Expo. "Forse è il primo vero Expo digitale, se pensiamo all'Expo di Shanghai di 5 anni fa, molti degli strumenti che oggi stiamo utilizzando o erano appena stati lanciati o non erano disponibili alla grande massa".L'operazione digital Expo è partita dal progetto "digital smartcity Expo", con la costruzione delle infrastrutture, da quella elettrica e ict, ai 200 chilometri di fibre ottiche, alla copertura wifi. "Su questi sistemi abbiamo installato vari applicativi pensati per gli utenti, dal ticketing alla gestione della visita ma anche applicativi per l'azienda Expo e poi c'è tutto il mondo digitale, col portale, con il mondo delle mobile app e degli applicativi mobili". I numeri parlano di 7.700 mila visitatori unici fra web e mobile app nel mese di apertura, con un milione di download dell'app nei primi due mesi.Fra le tecnologie sviluppate per Expo anche un virtual tour, prima realizzato con i rendering e poi evolutosi fino a diventare una versione immersiva per navigare fra i padiglioni, da pc, smartphone o con i visori per la realtà virtuale. Immagini dinamiche con con funzionalità 3d innovative, realizzate grazie a Dassault Systèmes, The 3Dexperience Company, che saranno una delle eredità di Expo. "Per noi è un fatto importante sia di preparazione alla visita sia perché sarà una delle eredità che noi lasceremo dell'Expo, una eredità digitale che resterà anche negli anni futuri".I padiglioni verranno smantellati, l'area destinata ad altro uso, ma ci penserà la memoria digitale a far vivere l'Expo milanese per sempre.