Firenze (askanews) - In epidemiologia, applicata alla nutrizione, "bisognerebbe essere più cauti, l'interpretazione del singolo risultato dovrebbe essere vista dal ricercatore e dal pubblico e dai media come ipotesi finché non è confermata da numerosi altri studi". Così Carlo La Vecchia, dell'Università degli studi di Milano. "Poi evidentemente occorrono studi di maggior dimensione, quindi consorzi di studi su molte popolazioni diverse, in modo che si possa osservare la riproducibilità o no di un risultato su molti campioni. E quando è possibile studi di intervento sulla somministrazione di un certo alimento, o di un micronutriente, con studi molto complessi in epidemiologia nutrizionale".