Gerusalemme (askanews) - È un fratricidio che ormai si combatte quotidianamente a colpi di coltello per le strade di Gerusalemme, la continua guerra civile che vede contrapposti israeliani e palestinesi.In città ci sono stati nuovi casi di accoltellamenti. Nell'insediamento di Pisgat Zeev a Gerusalemme est, due giovani palestinesi hanno ferito gravemente due adolescenti ebrei, uno dei quali, un 17enne, è morto mentre l'altro, appena 13enne è in gravissime condizioni. Un altro palestinese ha aggredito con un coltello un poliziotto che si è salvato grazie al giubbotto antiproiettile. L'assalitore invece è stato ucciso dalle forze di sicurezza. Stessa sorte per una donna che ha tentato di accoltellare un altro agente, davanti al quartier generale della polizia.Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, all'apertura della sessione invernale della Knesset, ha dichiarato che Israele supererà l'attuale ondata di attacchi all'arma bianca come in passato ha superato gli attentati dinamitardi."Il terrorismo - ha accusato - deriva dal desiderio di annientaci" e non dalla frustrazione palestinese.Intanto, il ministro degli Esteri palestinese, Ryad al Maliki, ha accusato Netanyahu di voler provocare una terza intifada e di voler distogliere l'attenzione dai problemi che ha sui fronti politico e diplomatico dove avrebbe fallito."Netanyahu ha ampliato l'orizzonte del confltto per farlo passare da un conflitto politico limitato con i palestinesi che può avere una soluzione politica ad una guerra con i musulmani del mondo intero", ha detto al Maliki.Pronta la ribattuta di Netanyahu. "Questa è la nostra casa, noi non combattiamo l'Islam, vogliamo la convivenza fra arabi ed ebrei in Israele", ha ribadito il premier israeliano che ha chiesto al presidente palestinese Abu Mazen di fermare le forze che congiurano per portare un confitto religioso in Israele e condannare gli attacchi.(Immagini Afp)