Roma, (askanews) - Il capo coperto dalla kefiah o la bandiera palestinese sulla bocca per non respirare il fumo degli spari: sono le donne palestinesi che hanno deciso di partecipare alle violenze lanciando pietre e gridando slogan contro i soldati israeliani nella Cisgiordania occupata."Rappresentiamo la metà della società, anche noi abbiamo il diritto di difendere il nostro paese", spiega nel mezzo degli scontri al checkpoint vicino a Ramallah una studentessa, di cui si intravedono solo gli occhi che fuoriescono dal tipico copricapo arabo."Se i miei genitori sapessero che sono qui", aggiunge un'altra ragazza, il cui viso è coperto dalla kefiah, mentre mima il gesto dello strozzamento."I coloni sono dappertutto e ci attaccano", rincara un'altra manifestante, con indosso un jeans e una maglia blu.Assenti nei primi giorni delle violenze, sempre più giovani donne si uniscono agli uomini nella lotta contro l'occupazione israeliana nelle città della Cisgiordania.(immagini Afp)