Roma (TMNews) - L'Unione europea è diventanta una "fortezza" che "mette a rischio la vita e i diritti dei rifugiati e dei migranti". Questa l'accusa mossa da Amnesty, sottolineando come, tra il 2007 e il 2013, l'Ue abbia speso "quasi 2 miliardi di euro per proteggere le sue frontiere esterne, ma solo 700 milioni di euro per il miglioramento della situazione di richiedenti asilo e rifugiati"."Quasi la metà di coloro che cercano di entrare nell'Ue irregolarmente sono in fuga da conflitti o persecuzioni in paesi come la Siria, l'Afghanistan, la Somalia e l Eritrea", ha ricordato l'organizzazione per la difesa dei diritti umani, sollecitando l'adozione di misure che permettano ai migranti di entrare in Europa "in modo sicuro e legale" senza essere "costretti a intraprendere viaggi pericolosi".A fronte di sempre maggiori ostacoli per raggiungere l'Europa via terra, i rifugiati e i migranti prendono infatti rotte marittime più pericolose verso Grecia e Italia. Così ogni anno centinaia di persone muoiono nel tentativo di raggiungere le sponde dell Europa. Amnesty ha ricordato la tragedia dell'ottobre scorso a Lampedusa, a seguito della quale "l'Italia ha lanciato l'operazione Mare Nostrum, che ha salvato finora più di 50.000 persone.Ma Mare Nostrum "non è sufficiente", ha dichiarato Amnesty, perchè solo nei primi sei mesi del 2014 più di 200 persone hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo e del Mar Egeo e altre centinaia mancano all'appello. Per questo "altri stati membri dell'Ue possono e devono seguire l'esempio dell'Italia e impedire alla gente di annegare in mare".