Londra (TMNews) - Nonostante alcuni deludenti passi indietro soprattutto in Asia, la tendenza globale verso l'abolizione della pena capitale è proseguita: è quanto ha dichiarato Amnesty International. Il rapporto dell'organizzazione ha evidenziato che nel 2012 ci sono state esecuzioni solo in 21 paesi: lo stesso numero del 2011, ma in calo rispetto a un decennio prima."Nel 2012 i primi cinque paesi in cui sono avvenute esecuzioni sono Cina, Iran, Iraq, Arabia Saudita e Stati Uniti. I metodi di esecuzione hanno compreso l'impiccagione, la decapitazione, la fucilazione e l'iniezione letale" spiega Audrey Gaughran responsabile del rapporto.Amnesty International è venuta a conoscenza di 682 esecuzioni e di almeno 1722 sentenze capitali, ma questi numeri non includono le migliaia di esecuzioni che Amnesty International ritiene abbiano avuto luogo in Cina, dove i dati sulla pena di morte sono mantenuti segreti."Lo scorso anno abbiamo assistito nell'area Asia - Pacifico a alcune deludenti battute d'arresto: India, Giappone e Pakistan che hanno ripreso le esecuzioni dopo un lungo periodo".I crimini per i quali nel 2012 sono state eseguite condanne a morte hanno incluso anche reati non violenti legati alla droga e di natura economica, ma anche l'apostasia, la blasfemia e l'adulterio, che non dovrebbero assolutamente essere considerati reati.