Pechino (TMNews) - Attivisti e avvocati in manette, dissidenti sotto stretta sorveglianza. La Cina ricorda così per il 25esimo anniversario del massacro di Piazza Tienanmen. Un giro di vite strettissimo secondo quanto denuncia il segretario generale di Amnesty International Salil Shetty che accusa il presidente Xi Jinping di aver fatto promesse vuote."Quando il Xi è salito al potere gli abbiamo sentito dire che ci sarebbe stata una grande apertura. Avrei detto che a 25 anni da piazza Tienanmen sarebbe stata una grande opportunità per lui convertire la sua affermazione in realtà concreta, sfortunatamente abbiamo visto che lui ha scelto la repressione invece delle riforme". Almeno una ventina le persone arrestate in vista dell'anniversario della rivolta a Pechino repressa nel sangue dal governo, un evento di cui in Cina è proibito parlare in pubblico. Un celebre avvocato cinese e altri attivisti sono stati arrestati solo per aver partecipato ad un seminario privato sull'argomento. Per Amnesty l'ennesima occasione persa per la Cina. "I diritti economici o sociali fondamentali sono rispettati molto più del previsto rispetto a 20 o 30 anni fa, purtroppo quello che non stiamo vedendo sono progressi simili per quanto riguarda diritti civili e politici".(Immagini Afp)