Roma, 20 mag. (askanews) - Solidali con l'Italia e alleati per il contrasto al traffico di migranti, ma niente quote obbligatorie. In prima linea sulla crisi ucraina e per convincere l'Ue a tenere duro nei confronti della Russia. Ospite in studio ad askanews, l'ambasciatore della Polonia in Italia, Tomasz Orlowski, declina e spiega le priorità del suo Paese in una complicata fase della politica estera europea. Varsavia è il "peso massimo" della Nuova Europa, di una parte dell'Unione che ha le sue specificità e richieste e che il Sud dell'Ue a volte percepisce "in competizione" con altre urgenze. Ad esempio sul piano di accoglienza di immigrati concepito dalla Commissione Ue, a cui la Polonia oppone un secco "no". "Dobbiamo dire prima di tutto che noi concordiamo sul fatto che questo è un peso che l'Europa deve portare in maniera solidale - afferma Orlowski - Ma non possiamo accettare principio di una automaticità. Perchè siamo un Paese che deve innanzitutto, in qualche modo, accettare un vero cambiamento culturale: dobbiamo preparare la nostra gente, in modo che arrivi ad accettare "il diverso". Poi c'è un secondo fatto, ovvero che dobbiamo preparare, predisporre le infrastrutture, l'aspetto logistico. Non è proprio una cosa automatica. Preferiamo avere un processo più consensuale, con tutti gli altri. Perchè, vedete, la metà dei Paesi europei ècome noi, non solo i Paesi del Nord o della Nuova Europa".Intanto come gesto di solidarietà, annuncia l'ambasciatore, "abbiamo deciso di andare la settimana prossima sull'isola di Lampedusa. Vado col mio staff, con un altro ambasciatore di un Paese nordico, per mostrare e testimoniare la nostra solidarietà. E' innanzitutto un gesto di solidarietà. E poi ci sarà un rapporto completo per le nostre autorità, per conoscere la situazione in maniera più obiettiva, per entrare in questa logica che la situazione che voi qui state vivendo è di emergenza. Per testimoniare che abbiamo capito".Quanto alla prospettiva di un intervento Ue con comando italiano per contrastare il traffico di migranti, la Polonia approva. "Noi pensiamo che sia una missione utile, giustificata. Abbiamo dato il nostro appoggio a Bruxelles, abbiamo anche proposto di mandare i nostri aerei da ricognizione, che vanno quindi a far parte di questa missione. Perciò siamo d'accordo: pensiamo che sia una misura di emergenza del tutto giustificata."Sulla crisi in Ucraina, in bilico tra processo per una soluzione politica e ripresa delle ostilità, Orlowski evidenzia la necessità che il governo di Kiev proceda con un processo di riforme concrete, che possono portare alla svolta e far scongiurare il peggio. "Ci sono certamente numerosi scenari. Noi lavoriamo in Polonia su 4 scenari - argomenta il diplomatico - ma pensiamo che se tutto va nel modo giusto dovremmo presto avere le prime riforme che abbiamo chiesto al governo ucraino - e intendo noi Europa, noi occidente, le istituzioni finanziarie - abbiamo chiesto di accelerare riforme. Dobbiamo vedere la capacità della leadership (ucraina) di fare queste riforme. Per noi è una questione di primo piano".Sulle sanzioni europee alla Russia, infine, l'ambasciatore Orlowski esorta tutti i Paesi dell'Ue a tenere duro. "Coloro che chiedono di alleggerire le sanzioni sono in realtà una minoranza. La maggioranza considera che le sanzioni ora siano necessarie per mostrare la nostra determinazione. Ad esempio prendiamo la recente visita della cancelliera tedesca a Mosca. Non si è parlato certo di alleggerimento delle sanzioni. Noi vogliamo e siamo i primi, essendo vicini diretti della Russia, a volere un un contatto, un dialogo. Il problema è che non possiamo cambiare senza avere le prove che la Russia a sua volta sta cambiando atteggiamento. Non siamo stati noi a trasgredire. È stata la Russia a trasgredire ai principi dell ordine internazionale in Europa".