Dacca (TMNews) - Queste pelli sono tra le più ricercate al mondo ma anche le più odiate. Il cuoio in cui vengono trasformate, viene venduto ad alcuni tra i più noti calzaturifici occidentali per creare scarpe e accessori. Ma gli operai che le lavorano, spesso, pagano con la salute o addirittura con la vita.Siamo a Dacca, capitale del Bangladesh. La lavorazione della pelle qui rappresenta un business rilevante perché i costi bassi favoriscono le esportazioni e le relazioni commerciali con l'occidente. Ma dietro quei costi bassi si nasconde una vera e propria violazione dei diritti umani nonché la disperazione degli operai, costretti a lavorare in condizioni precarie, manovrando cocktail di sostanze chimiche altamente nocivi."Le mie braccia e le mie gambe sono sempre piene di graffi - spiega Mohammad - perdo continuamente i capelli e il mio corpo ha sviluppato un'allergia e quelli che soffrono di allergie qui dentro sono i più colpiti".A causa delle sostanze chimiche inalate, il 90% dei lavoratori delle concerie è colpito da problemi respiratori, malattie della pelle e addirittura dal cancro.Anche l'inquinamento incontrollato è elevatissimo. Gli scarti industriali finiscono direttamente nei fiumi costringendo gli abitanti a vivere in mezzo a vere e proprie discariche di rifiuti tossici."vedendo queste cose si direbbe che il Balgladesh è uno stato senza leggi - sopiega Rizwana, avvocato ambientalista - i motivi sono per lo più politici dal momento che il governo non vuole creare disagi ai datori di lavoro, e poi dietro tutto questo ci sono anche diversi interessi occulti.La situazione delle concerie illegali di Dacca è finita sotto la lente di associazlioni umanitarie come Human Rights Watch che sta boicottando le fabbriche incriminate a favore di quelle poche che, invece, hanno scelto di operare nella legalità.(Immagini Afp)