Roma (TMNews) - Novemila docenti, ricercatori, rappresentanti degli studenti e degli impiegati votano per tre settimane per eleggere il nuovo Rettore dell' Università di Roma la Sapienza, che con i suoi oltre centomila studenti è l' Ateneo più grande d Europa. Il risultato delle votazioni il 10 ottobre o il 17 se si andrà al ballottaggio. Sei i candidati al ruolo di "Magnifico" in sostituzione di Luigi Frati, che ha regnato per dieci anni: il prorettore alla ricerca Giancarlo Ruocco, il docente di endocrinologia e presidente del Consiglio universitario nazionale Andrea Lenzi, il preside della Facoltà di architettura Renato Masiani, il preside di lettere e filosofia Roberto Nicolai, il preside di Medicina Eugenio Gaudio e, per la prima volta nei 900 anni di storia della Sapienza, una donna, la docente di ingegneria informatica Tiziana Catarci, che ha illustrato a Tmnews il suo programma."I tre punti del mio programma - dice Catarci - sono didattica, ricerca e trasparenza. Didattica per frenare il crescente fenomeno degli abbandoni, visto che in 10 anni 40 mila studenti hanno abbandonato gli studi e questo è un male per il Paese. L'innovazione nella didattica deve portare i nostri ragazzi ad avere nuove professionalità e competenze senza perdere la loro base culturale ma preparandoli anche a nuove figure professionali che, come accade in tutto il mondo, possano offrire maggiori opportunità di occupazione, per esempio nel settore delle digital humanities, oppure come architetti delle smart cities, i cyber architect. E comunque la multidisciplinarietà è la chiave per il futuro, anche nella ricerca. La trasparenza significa condivisione, perchè se tutti conoscono possono condividere o meno, ma essere informati sulle scelte di governo dell'Ateneo. Questo significa dati aperti. La trasparenza si realizza con gli open data: se a tutti sono disponibili informazioni distribuite, accessibili e comprensibili questo farà sì che tutti si sentano parte della comunità della Sapienza, una cosa che si sta perdendo, perchè sembra che ci sia solo un vertice, un'oligarchia che governa l'Ateneo mentre glli altri ne subiscono le scelte".