Roma, (askanews) - Non è facile rispondere ai bisogni di base della popolazione più fragile. A Roma, l'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà, è attrezzato per dare anche assistenza specialistica a questa fascia di cittadini per curare le patologie più diffuse.Antonio Fortino, direttore sanitario, spiega che qui si curano soprattutto malattie gastroenteriche, respiratorie, cardiovascolari e dermatologiche di persone che il più delle volte non hanno mai avuto un contatto con medici. Si accede all'ambulatorio senza troppe formalità o richiesta di particolari documenti sanitari. Le visite avvengono in giornata, i pazienti vengono seguiti e possono fare analisi e controlli necessari. Vengono anche loro somministrati i vaccini che spesso non hanno mai fatto o hanno interrotto una volta lasciato il Paese d'origine. Ma non solo:"Un'attività importante è quella di cura e prevenzione del disagio psichico, perché le ferite psicologiche sono spesso nascoste, tuttavia sono importanti e condizionano la salute psicologica e fisica di queste persone".Oltre agli ambulatori, c'è un'area dove si effettuano visite specialistiche con macchinari di ultima generazione. Tanti vi si rivolgono anche per problemi che a noi occidentali possono sembrare di facile risoluzione."Il problema dell'udito, la mancanza di protesi per poter riacquistare l'udito perduto o la cura di piccoli problemi dentali che diventano facilmente causa di dolori o infezioni alla bocca".Il personale sanitario attualmente è composto da una cinquantina di persone. E se arriva un paziente che necessita di prestazioni urgenti da pronto soccorso, si stabilizza, e poi si indirizza verso gli ospedali.