Rho (askanews) - Sono chiamati cibi del futuro, anche se buona parte della popolazione mondiale li consuma da secoli. Meduse, alghe e insetti sono protagonisti della conferenza organizzata a Expo Milano 2015 dal Cnr: ricchi di proprietà nutritive e sostanze attive dal punto di vista farmacologico, suscitano ancora qualche resistenza in Italia. Il bisogno di cercare risorse non convenzionali nasce dalla necessità di nutrire una popolazione mondiale vicina ai 9 miliardi e dalle esigenze alimentari che cambiano. Francesco Loreto è direttore del dipartimento di Scienze bio agroalimentari del Cnr. "Oggi si parla di insetti: 2 miliardi di persone nel mondo mangiano già insetti, quindi è un problema culturale prima che alimentare".Cibi come meduse e alghe sono già diffusi nelle culture orientali: come gli insetti sono ricche di proteine, aiutano a ridurre l'impatto ambientale dovuto all'allevamento di animali, e non solo. "Ci sono delle alghe e delle meduse che vengono coltivate perché hanno dei principi attivi utili in medicina, come proprietà anti ossidanti o composti utili nella lotta allo sviluppo di tumori".Per cambiare un'impostazione culturale consolidata verso certi tipi di cibi è importante l'informazione: è il compito della Fao, come spiega Paul Vantomme. "Il sushi 30 anni fa non si mangiava in Italia, con pochissime eccezioni, oggi è possibile. La chiave e il consumatore perché va a comprare i cibi".L'Europa si sta adeguando lentamente dal punto di vista legislativo, la sicurezza alimentare è la priorità. La prossima settimana in Parlamento europeo si parlerà di novel food. "Si discuterà anche delle modalità, poi trasmesse ai Paesi membri che hanno il tempo e la possibilità di adattarle al proprio contesto culturale".