Algeri (TMNews) - Vent'anni dopo il brutale assassinio ad Algeri, in pieno ondata di sfrenato terrorismo islamista, di due religiosi cristiani, un monaco e una suora fanno rivivere la missione che costò loro la vita, quella di aiutare nello studio i liceali della capitale algerina.Solitamente si tende a ricordare il massacro di Tibéhirine, grazie anche al film "Uomini di Dio" di Xavier Beauvois, nel 2010 Grand prix speciale della Giuria del 63 Festival di Cannes.In quell'occasione, nel 1996, sette monaci trappisti dell'ordine dei Cistercensi della stretta osservanza furono sequestrati dal loro monastero di Notre Dame dell'Atlante, fondato nel 1938 a Tibéhirine, vicino alla città di Médéa, 90 km a sud di Algeri. Nei giorni successivi, i 7 monaci vennero uccisi.Ma frère Henri Vergès e soeur Paul-Hélène Saint-Raymond, trucidati l'8 maggio 1994, furono i primi dei 19 religiosi cristiani assassinati nel corso del cosiddetto "decennio di sangue" che secondo le stime provocò 200mila morti.La missione dei due religiosi cristiani venne interrotta quando dei sicari li uccisero a colpi di pistola nella biblioteca della Casbah dove aiutavano gli studenti di Algeri a passare l'esame di maturità.Come i sette monaci trappisti di Tibéhirine, sapevano che la loro vitae era in pericolo. E, come i monaci, decisero di restare in Algeria anche dopo che gli islamisti ingiunsero a tutti gli stranieri di lasciare il paese. Come ricorda suor Veronica."Avevano avuto la possibilità di andarsene. A un certo punto gli era stato chiesto di riflettere su un possibile ritorno, sul modo di vivere la missione. Ma hanno deciso di restare e hanno pagato il prezzo più alto per la loro fedeltà".(Immagini Afp)