In Amenas( Algeria), (TMNews) - "I terroristi con cui abbiamo parlato ci hanno detto: 'Non avete nulla a che fare con questo, siete algerini e musulmani. Non vi prenderemo, vogliamo solo gli stranieri". Iba El Haza lavora nell'impianto algerino per l'estrazione del gas di In Amenas, dove un gruppo di terroristi islamici è entrato in azione prendendo in ostaggio decine di lavoratori stranieri della struttura, gestita dalla compagnia petrolifera inglese BP, circa 1.300 chilometri a sud-est di Algeri. Iba era lì quando i terroristi sono entrati, e racconta cosa ha visto: "Sono arrivati alle 5.30 del mattino - ricorda - ne ho visti cinque all'interno ma non so quanti ce ne fossero fuori. Avevano accenti diversi: uno aveva un forte accento egiziano, un altro tunisino, uno era algerino e un quarto parlava inglese o una lingua straniera".Il commando, racconta, portava molte armi e di tipi diversi."Avevano Kalashnikov, pistole, un'arma grande che non so cosa fosse, e dei lanciarazzi anticarro"."Il primo attacco è stato alle nove del mattino di giovedì: abbiamo subito deciso di andarcene, anche rischiando la vita. Ci siamo avvicinati agli armati, abbiamo forzato i blocchi e siamo usciti". Nella fuga ha riconosciuto diversi ostaggi stranieri. "Ho visto due filippini - ricostruisce nell'intervista - un altro ostaggio che diceva di essere americano, e due che non so di che nazionalità fossero. Erano quelli più vicini a noi".(immagini Afp)