Algeri (TMNews) - Il Museo del Bardo di Algeri riapre al pubblico dopo un impegnativo restauro durato sei anni. Le opere di recupero si sono rese necessarie per riportare l'antico splendore della villa che originariamente faceva parte dei possedimenti del generale e uomo di stato ottomano Mustapha Pacha, vissuto nel XVI secolo, che l'aveva dotata di splendidi giardini per allietare il soggiorno degli ospiti di rango che venivano a passare l'estate ad Algeri.Il museo offre in esposizione collezioni di pietre antiche e fossili preistorici ma oggi arricchisce la sua offerta con un percorso che espone il processo e le tecniche impiegate per restaurare la principesca villa ottomana, un recupero costato quasi 20 milioni di euro e compiuto nel rispetto dei canoni architettonici originari, come racconta l'architetto Souad Hameg Bentellis."Siamo intervenuti per consentire al palazzo una nuova vita, consolidando le strutture ma senza sconvolgere le tradizionali tecniche di costruzione".Più facile a dirsi che a farsi. Questa, infatti, è stata la sfida più impegnativa che l'équipe di restauro ha dovuto affrontare. Per impiegare le tecniche antiche è stato infatti necessario formare una manodopera al momento inesistente: non erano disponibili, infatti, muratori con il know how richiesto per cui i responsabili hanno dovuto organizzare dei corsi per insegnare le antiche tecniche.Alla fine, tutto questo impegno è diventato il centro di una nuova esposizione."Abbiamo organizzato, spiega Fatima Azzoug, un altro curatore impegnato in prima persona, una mostra focalizzata sul progetto di restauro del museo del Bardo, in particolare sulle tecniche e i metodi che abbiamo riscoperto per recuperare il monumento di Mustapha Pacha".(Immagini Afp)