Roma, (askanews) - L'Italia ha rafforzato i controlli sugli obbiettivi sensibili, ma, sembra dire il ministro degli Interni Angelino Alfano, non può bastare. "Nel corso della riunione del Comitato analisi strategica per il terrorismo abbiamo fatto il punto sulle misure di sicurezza del paese: il nostro livello di allerta è massimo, allo stato siamo al livello precedente a quello dell'evento terroristico in corso e quindi non si può innalzare" ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

Alfano ha spiegato di essere, già da ieri sera, in contatto con il capo della polizia, il prefetto Gabrielli, e di avere già "preso iniziative per rafforzare la sicurezza del nostro territorio e abbiamo deciso di inviare una nota a prefetti e questori per sollecitare ulteriori valutazioni dei rischi sul territorio e rafforzare i sistemi di vigilanza e presidio degli obiettivi sensibili".

"A Charlie Hebdo si attaccò un obbiettivo sensibile già presidiato" ha osservato il ministro indicando le difficoltà del compito per le forze dell'ordine, "al Bataclan l'attacco è stato contro un 'soft target', contro i luoghi della nostra vita qotidiana; in questo caso il meccanismo è ancora differente ed è un ulteriore cambio di schema di gioco".

Alfano ha indicato poi che "disponiamo di ulteriori gruppi, le unità operative di pronto intervento della polizia e dei carabinieri; sono dei nucleai specializzati in eventi e nella prevenzione di eventi di natura terroristica; hanno una struttura che li rende specializzati e sono corpi di raccordo anche rispetto alle forze specializzate delle singole forze di polizia"