Milano, (TMNews) - Il Time l'ha definito un "dio del cibo" e lo ha celebrato in copertina in Europa, Asia, Africa e America meridionale insieme a Rene Redzepi e David Chang. Alex Atala, 45enne brasiliano di origini palestinesi, è nell'olimpo dei grandi chef del mondo: i suoi piatti attingono al patrimonio di gusto dell'Amazzonia, portando in tavola prodotti come la manioca o addirittura insetti come le formiche:"L'Amazzonia è una nuova frontiera dei sapori, non c'è dubbio. La riccheza e le possibilità - racconta - sono infinite. Una vita intera per scoprire ingredienti e sapori dell'Amazzonia non basta".Se l'Amazzonia è l'orto dal quale raccoglie gli ingredienti della sua cucina, è in Francia e in Italia che Atala, ancora oggi considerato uno dei 25 uomini più belli del Brasile, ha appreso l'arte dei fornelli. Partito dal Brasile appena ventenne alla volta dell'Europa, Atala lavorò prima come imbianchino in Belgio studiando contemporaneamente da cuoco. Poi si trasferì in Francia e in Italia fino al 1994 quando decise di tornare nel suo Paese, a San Paolo dove ha fondato il suo D.O.M."Forse il mio più grande desiderio è proprio quello di mostrare al Brasile che la cucina brasiliana è un sogno possibile. Questo è il mio sogno più grande e l'obiettivo per i prossimi anni".Al suo sogno dunque Atala ha intenzione di dedicare ancora del tempo, continuando a lavorare con lo stesso rigore che lo ha portato così in alto:"Spesso qualcuno dice che la cucina è alchimia, qualcun'altro che è chimica, ma la cucina è anche una scienza esatta, ripetizione e precisione devono essere portati in tavola tutti i giorni".