E' partita da Tokyo la tournee mondiale, in occasione del lancio del nuovo cd “Il Mio Canto”, del tenore albanese-italiano Saimir Pirgu che fara' tappa il primo marzo all'Opera di Firenze con l'Orchestra del Maggio Musicale diretta da Speranza Scapucci e tocchera' in seguito Parigi, Tirana, Mosca, Vienna, Berlino e New York. Arie di Donizetti, Bellini, Verdi, Gounod, Massenet e Puccini con le quali uno dei giovani tenori piu' in ascesa nel panorama globale nella lirica promette di replicare il grande successo ottenuto alla Kioi Hall di Tokyo.
Nato a Elbasan 34 anni fa, dal 2014 e' anche cittadino italiano. Utilizza spesso la parola “sogno” per descrivere il suo percorso umano e professionale che, sia per circostanze fortunate sia per un forte impegno e dedizione, l'hanno lanciato nel firmamento della lirica. I primi tempi a Bolzano furono duri per quello che era solo un giovane violinista squattrinato. Al Conservatorio venne indirizzato verso il canto con la scoperta del suo talento naturale, al quale sarebbe poi riuscito ad affiancare una spontanea autorevolezza scenica. Il primo maestro fu Vito Maria Brunetti, ma per il suo decollo sulla scena internazionale entro' in campo un poker d'assi in suo favore: prima (in modo decisivo) Luciano Pavarotti e poi Placido Domingo da un lato; Claudio Abbado e Riccardo Muti dall'altro. Da lavapiatti nel convitto dei Salesiani a star internazionale in pochi anni, Pirgu e' diventato cosi' un esempio di come l'Italia sappia anche integrare perfettamente chi viene dall'estero e valorizzare giovani risorse “esterne