Roma, (askanews) - Curare i migranti che arrivano in Italia, realizzare un database con le loro cartelle cliniche, garantire un'assistenza sanitaria alle persone più vulnerabili. L'accesso alle cure farmacologiche, infatti, è un diritto inalienabile di tutti e deve essere tutelato. Con questi obiettivi è nato il progetto "Accesso ai farmaci, un diritto umano", presentato a Roma, promosso dall'Agenzia del Farmaco e dal ministero della Salute, nell'anno del Giubileo della Misericordia.Per il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si tratta di un progetto importante, che consentirà di veicolare la cartella clinica del migrante in tutto il territorio europeo, dando la possibilità alla persone che arrivano di essere curate da infezioni o altro, tutelando la loro salute e quella di chi entra in contatto con loro.Sul progetto Mario Melazzini, neopresidente dell'Agenzia italiana del farmaco, ha detto: "E' rivolto proprio all'accesso ai farmaci come messaggio di un diritto umano. Questo è estremamente strategico. Rivolto sì ai migranti ma anche alle fasce vulnerabili, alla fragilità, agli anziani, alle donne, ai bambini, alle persone con disabilità".Per Melazzini è importante informare i molti che spesso non sanno di avere accesso gratuito ai farmaci e alle cure. Il progetto, che verrà lanciato in occasione della "Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2016", ha anche una forte valenza etica e sociale."La nostra Costituzione sancisce il diritto alla salute e quindi il diritto all'accesso ai farmaci per tutti, poi ci sono le normative internazionali sulla tutela e i diritti delle persone, quindi quando parliamo di accesso ai farmaci parliamo dell'accesso al diritto della tutela dei diritti delle persone".