Montreux (Svizzera), (TMNews) - "Dopo tre anni dolorosi di conflitto e sofferenze in Siria, questo è un giorno di speranza, fragile ma reale". Un'opportunità per fermare la guerra sanguinosa, che dal marzo 2011 ha provocato 130mila morti e milioni di sfollati: con queste parole il segretario generale dell'Onu, Ban-ki Moon ha aperto i lavori della conferenza di pace Ginevra 2 sulla Siria. 40 nazioni e organizzazioni internazionali sono riunite nella città svizzera di Montreux con l'obiettivo di trovare una soluzione politica al conflitto. Soluzione sulla quale il segretario di Stato John Kerry ha le idee chiare: "Dobbiamo affrontare la realtà: Assad non farà parte di questa transizione politica in Siria. Un uomo non può tenere in ostaggio un Paese e l'intera regione" ha detto nel suo intervento iniziale, accusando il regime siriano di aver utilizzato armi chimiche.Il ministro degli Esteri siriano Walid Muallem gli ha risposto con fermezza: "Nessuno all'estero ha il diritto di rimuovere il presidente Bashar al Assad", dice, e lancia un durissimo attacco: "Mi dispiace che i rappresentanti di alcuni stati seduti in questa stanza abbiano il sangue dei siriani nelle mani". "Proteggere i siriani da tutti i crimini è più importante degli scopi di un solo uomo": è la replica del capo delegazione dell'opposizione siriana, Ahmad Jarba, che ha ricordato i "10.000 bambini morti a causa dell'esercito" di Assad. Fuori dai palazzi dove si tiene la conferenza i sostenitori del regime siriano hanno fatto sentire la loro voce.(immagini Afp)