Il Tokyo Motor Show e' soprattutto una sguardo sul futuro, in una citta' che gia' appare futuristica. L'industria automobilistica punta sempre piu' sull'evoluzione dei sistemi di controlli automatici verso la guida autonoma o il vero e proprio self-driving. Anche se ancora sono in molti a piazzarsi ai simulatori di guida, nel futuro il guidatore sembra destinato a diventare un passeggero, che al massimo da' comandi con le dita o la voce. L'altra direttrice evidente nei 75 modelli o prototipi in prima mondiale e' quella ecologica. Si parte da Toyota che presenta la nuova Prius, debuttante a dicembre (il modello ibrido di maggior successo), oltre a prototipi come il crossover compatto C-HR, la sportiva S-FR o la Kikai, misto di design retro' e futuristico. E poi il suo secondo modello a idrogeno, il concept FCV Plus. Toyota e' pioniera nelle auto a celle a combustibile con la Mirai lanciata nel dicembre scorso, ma Honda raccoglie la sfida dell'idrogeno lanciando a marzo la Clarity. Il capo ingegnere del progetto, Kiyoshi Shimizu, dice che la Clarity e' meglio della Mirai, se non altro grazie alla maggiore abitabilita' consentita dal diverso posizionamento dei componenti-chiave e a una maggiore autonomia fino a 700 chilometri. Il vero problema per lo sviluppo di questo mercato comunque, sta nelle stazioni di servizio. Anche in Giappone la loro costosa costruzione sta avendo rallentamenti. Al Motor Show e' arrivato il nuovo capo del marchio Volkseagen, che si e' scusato con il pubblico per lo scandalo delle emissioni truccate nei motori diesel. Tra le Case straniere presenti, primeggiano quele tedesche, mentre sono assenti General Motors e Ford. Dopo 8 anni torna il gruppo FiatChrysler. C'e' anche un intero settore dedicato alle smart cities, in cui trionfa la mobilita' elettrica in tutte le forme.