Londra (askanews) - Fu vera gloria...? Per gli Charlie Hebdo britannici del XIX secolo certamente no. Un Napoleone dal corpo di ragno che tesse la sua tela diabolica sull'Europa è una caricatura in salsa d'Albione che avrebbe fatto furore, ispirando in epoche successive anche gli avidi lettori dei "Protocolli dei savi di Sion".Più modestamente, ma non per questo in modo meno efficace, si trattava di uno strumento di quella "guerra senza limiti" che i contemporanei pensano erroneamente sia frutto delle accademie militari cinesi.Ai primi dell'800, l'impero britannico, che fondava la sua forza sul cosiddetto "balance of power", in buona sostanza l'assenza di un organico contropotere continentale europeo, vedeva in Napoleone il nemico da abbattere a ogni costo. E alle formidabili coalizioni militari transnazionali si coniugava anche l'arma sottile della satira. Impugnata come una spada o un batteria di artiglieria campale da cartoonist ante litteram di straordinaria abilità. Come illustra una mostra del British Museum di Londra."Non mi piace insultare i caricaturisti contemporanei spiega Sheila O'Connel, responsabile delle stampe pre XX secolo del museo, ma in epoca napoleonica le caricature erano molto più artistiche. Specialmente quelle di autori come James Gillray, senza dubbio il migliore, un artista molto intelligente e un gran disegnatore. D'altro canto, si era formato come incisore e per questo aveva capacità straordinarie a cui univa una notevole perspicacia. Era un vero talento nel prendere in giro i potenti, con un taglio decisamente moderno.La satira, infatti, ha una sua forza irresistibile. Con buona pace della realtà storica. Per esempio, la tradizione tramanda che l'imperatore corso fosse un uomo collerico, ambizioso, dispotico e... piccolo di statura. In realtà, al netto di tutto il resto, era di altezza media, almeno per l'epoca. Ma nell'immaginario collettivo, forgiato come sempre dai vincitori, Napoleone rimarrà per sempre un nanetto con l'aria odiosa e un grande cappello di traverso sulla testa.(Immagini Afp)