Brennero (askanews) - Sono alla stazione di Bolzano e a quella del Brennero. Attendono sulle banchine i cosiddetti treni sensibili, quelli diretti verso l'Austria o la Germania. E se scendono dei migranti si danno da fare. Sono gli operatori di Volontarius, una associazione nata a Bolzano nel 1998, come spiega Luca De Marchi, referente della comunicazione della onlus: "E' una realtà esclusivamente bolzanina che nasce in aiuto delle pesone che si trovano sulla strada, senza una casa. Nel tempo è poi cresciuta molto in aiuto dei profughi. Sono aperte case di accoglienza e servizi di assitenza umanitaria a Bolzano e Brennero".Oggi a Brennero hanno uno spazio a pochi metri dalla stazione. Una settantina di letti, una cucina, una sala per mangiare e un angolo con i giochi per i bambini. Negli ultimi tempi spesso è vuota. "La situazione dei flussi è molto calata negli ultimi mesi. Da autunno a Bolzano e Brennero abbiamo rilevato un flusso molto minore", spiega De Marchi.In prospettiva questa calma apparente potrebbe presto cambiare, con il ripristino dei controlli austriaci al Brennero. In previsione Volontarius ha aumentato i contatti con il commissariato del governo e la provincia e la questura per fronteggiare un eventuale incremento dei flussi. "Siamo noi il primo anello che farà parte della catena di cose da fare per far fronte a questa emergenza".Anche se quelli di Volontarius non amano il termine emergenza, visto che ciò che sta accadendo coi migranti è ormai la normalità. Al Brennero e a Bolzano arrivano da Eritrea, Somalia, Ghana, Nigeria, Senegal e anche Siria. Due tappe dove sono assistiti dai volontari prima di tentare di realizzare il loro sogno. Quasi tutti vogliono raggiungere il Nord Europa. Chi per ricongiungersi con familiari o amici, chi semplicemente perché crede di trovare prospettive di vita migliori.