Roma, (askanews) - Mentre si continua a scavare tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti del terremoto del centro Italia, si moltiplicano le iniziative di solidarietà in tutto il Paese. Il bilancio dei morti è salito a 267, e oltre 200 di questi sono di Amatrice, conosciuta in tutto il mondo soprattutto per la sua pasta all'Amatriciana, una ricetta dalle origini contadine a base di guanciale Amatriciano e formaggio pecorino, che nel tempo è diventata uno dei primi piatti più tipici della cucina romana e in generale laziale. Prima in bianco, poi con il pomodoro, arrivato dall'America.

E da qui è nata "Una Amatriciana per Amatrice", iniziativa promossa da Confesercenti in collaborazione con l'Associazione nazionale Città del vino, aperta a tutti i ristoratori, in Italia e all'estero, che nella settimana tra il 12 e il 18 settembre possono offrire nel loro menu, in un giorno a loro discrezione, una amatriciana per la ricostruzione. Ordiando un piatto, i clienti contribuiranno indirettamente a sostenere la ripartenza delle imprese delle zone colpite: l'importo pagato verrà devoluto interamente dai ristoratori alla ricostruzione e al sostegno delle attività della ristorazione, del commercio e della ricettività dei comuni di Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto e Pescara del Tronto.

Un'idea non solo italiana. In Gran Bretagna lo chef Jamie Oliver, uno dei più famosi al mondo, ha promesso di donare 2 sterline alla Croce Rossa per aiutare le zone colpite dal terremoto per un mese per ogni piatto di Amatriciana venduto nei suoi 46 ristoranti in Inghilterra.