Roma, (askanews) - Questo è il depuratore di Agrigento, a Villaggio Mosè. Il 2 marzo l'impianto gestito da Girgenti Acque è stato sequestrato dalla Procura perché scaricava le acque reflue non depurate direttamente in un torrente vicino, e quindi poi in mare. Le criticità del depuratore, costruito oltre 30 anni fa, sono state sollevate dalle associazioni ambientaliste e documentate dall'Arpa.Progettato originariamente per depurare 4 litri di liquidi al secondo, l'impianto in realtà ne riceve almeno 40, riversando le proprie scorie in un torrente che si ricongiunge con il fiume Naro e inquinando il mare di una delle coste più affascinanti dell'isola. Claudio Lombardo, responsabile dell'associazione Mareamico: "Ciò che entra in quel depuratore è meno inquinato di ciò che vi esce". "Quest'acqua va a finire a Vallone ma prima di arrivare in mare viene captata da alcuni agricoltori che purtroppo la utilizzano per l'irrigazione degli orti, quindi c'è un ulteriore danno".Al momento però non si vedono soluzioni. "C'è un depuratore che dovrebbe essere costruito di lì a pochi metri con i soldi stanziati dal Cipe, ma allo stato attuale non si vede nulla".Quello di Villaggio Mosè è solo il caso più eclatante di una situazione difficile per i depuratori di tutta la provincia d'Agrigento. Lombardo ricorda che nell'ultimo mese qui sono "stati sequestrati ben cinque depuratori".