Palermo (askanews) - Legato mani e piedi e picchiato violentemente. Il dirigente provinciale di Forza Nuova di Palermo Massimo Ursino è stato aggredito nel centro del capoluogo siciliano la sera del 20 febbraio da un gruppo di almeno sei persone, una delle quali ha ripreso le immagini del raid. L'uomo ha riportato la frattura del setto nasale, oltre a varie lesioni di minore entità su tutto il corpo.

In serata con un messaggio anonimo è stato rivendicato l'episodio. "Sul territorio palermitano esiste chi ripudia il fascismo e non ha timore di lottare per bloccarlo e schiacciarlo", è stato scritto.

L'aggressione all'esponente di Forza Nuova ha suscitato subito profonda indignazione in città. Sul fatto indaga la Digos che ha svolto già nella notte perquisizioni e controlli nei centri sociali di Palermo.

Il portavoce di due di questi, Giorgio Martinico, ha commentato quanto accaduto. "Ci sono state delle perquisizioni e sono in corso accertamenti da parte della questura, ma prima ancora di saperne gli esiti ci sentiamo in dovere di esprimere totale solidarietà rispetto a chiunque verrà tirato in ballo, ma anche dire che chiunque si schieri dalla parte dell'antifascismo in questa città avrà da noi supporto materiale e legale".

Titolare di un laboratorio di tatuaggi, la vittima dell'aggressione in passato è stata arrestata per aver rapinato e picchiato alcuni immigrati.