Kabul (askanews) - Dai tappeti volanti ai droni, il mondo si evolve di continuo. Non sempre in meglio. In Afghanistan si è passati dalle "Mille e una notte" alla counterinsurgency. L'arte della tessitura del "tappeto di guerra" si è infatti rinnovata di continuo, passando dai disegni che proponevano i kalachnikov sovietici a quelli che riproducono i droni statunitensi.A Chicken Street, nel centro di Kabul, una delle strade afgane più celebrate per il suo artigianato, molto apprezzata un secolo e un millennio fa quando il paese, tra gli anni '60 e '70, era una delle tappe del pellegrinaggio hippie in Oriente, non necessariamente per ammirare i Budda di Bamiyan. Qui, oggi come allora, i mercanti di tappeti attendono i clienti affacciati alle vetrine.Da tempo, a fianco dei tappeti con i motivi tradizionali legati all'arte islamica si propongono produzioni più al passo con i tempi: immagini che mostrano elicotteri, carri armati, kalachnikov, bombe a mano, razzi anticarro, droni e bombardieri pesanti, in una parola il retaggio avvelenato di decenni di guerra piovuta dall'esterno.Tappeti che mostrano le truppe sovietiche in ritirata nel 1989, il crollo delle Torri gemelle l'11 settembre, le grotte di Tora Bora dove Bin Laden sfuggì alla caccia delle forze speciali Usa prima di riparare in Pakistan, una mappa dell'Afghanistan con aerei da caccia americani, si trattano tra i 30 e i 300 euro circa. E sono diventati una maniera di conservare ed esorcizzare una memoria storica dolorosa.I tappeti di guerra, spiega il 62enne Mohammad Anwar che vende la sua mercanzia da oltre 40 anni, sono una specie di affresco tessuto che cerca di attirare clienti sempre più rari. "I tappeti di guerra vengono acquistati per fare regali o da stranieri, specialmente militari, che vogliono portarsi a casa un ricordo simbolico del paese in cui hanno vissuto un'esperienza importante della loro vita".Dalle mille e una notte ai droni e ai kalachnikov. Sic transit gloria mundi.(Immagini Afp)