Kabul (TMNews) - Archiviati gli anni bui dei talebani Aliceghan doveva essere uno dei simboli della rinascita dell'Afghanistan. Un rifugio ideale per i profughi tornati dal Pakistan o dall'Iran, ma sei anni dopo i progetti di sviluppo nel paese sono rallentati da una miriade di ostacoli e l'esodo continuo di abitanti ha lasciato ad Aliceghan l'aspetto di una città fantasma.Situato a circa un'ora di auto a nord di Kabul, l'insediamento è stato costruito con fondi australiani e coordinamento delle Nazioni Unite su un terreno assegnato dal governo per ospitare 1.100 famiglie. L'inaugurazione risale al 2008, ma oggi i visitatori sono accolti da filari di case abbandonate e strade vuote visto che la maggior parte dei residenti se n'è andata per la mancanza di acqua corrente, di elettricità e per i costi elevati da sostenere per andare ogni giorno nella capitale.I residenti si lamentano anche dell'inappropriatezza culturale delle case, dove mancano pareti esterne a tutela della privacy. Il risultato è che le donne rimangono confinate nelle loro abitazioni e molte famiglie hanno preferito tornare nelle baraccopoli dalle quali erano fuggite."Nei primi anni, quando si costruivano le case, c'era lavoro - racconta ul 79enne Khoja Mohammad, che ha vissuto in Iran 20 prima di tornare in patria nella speranza di una vita migliore -, ma negli anni successivi, una volta completate le costruzioni, la gente è rimasta disoccupata, ha cominciato ad andare via o ora qui è come stare in una città fantasma".Le famiglie rimaste, ha concluso l'anziano, sono solo 500 e si tratta di un numero in costante diminuzione. (immagini Afp)