Dah Yaya (TMNews) - Il futuro dell'Afghanistan, Paese la cui popolazione è martoriata da decenni di guerra e soprusi dei talebani, passa anche - e soprattutto - dall'istruzione. A Dah Yaya, un villaggio isolato sulle colline pietrose, a poco più di mezz'ora d'auto da Kabul, come in gran parte del resto del Paese le donne sono considerate di "serie B" ma non in questa scuola, piccola enclave di modernità e diritti umani, in cui alle giovani donne viene insegnato a dire "no", a ribellarsi alle privazioni e alle prepotenze dei loro anziani.Lo "Zabuli education center" è stato fondato nel 2008 da una donna afgano-americana Razia Jan, eroina impegnata da anni nell'educazione delle donne afgane, allo scopo di riscrivere il loro destino. Attualmente conta circa 400 allieve che frequentano gratuitamente. Arrivano in classe coperte con il burka, per non rischiare, poi lo tolgono e lo lasciano appeso a una ringhiera, mentre studiano, imparano a parlare inglese e si appropriano dei propri diritti per cambiare il futuro del loro Paese.Purtroppo intimidazioni e abusi sono ancora all'ordine del giorno. Molto spesso le studentesse sono oggetto di minacce da parte degli uomini e dei giovani talebani che non vedono di buon occhio la loro emancipazione, che talvolta passa anche da cose semplici ma divertenti come, le canzoni di Justin Bieber o i videoclip di Jennifer Lopez.Secondo i dati dell'Onu il tasso di alfabetizzazione delle donne tra i 15 e i 24 anni in Afghanistan è del 18% contro il 50% della popolazione maschile. In molti casi le donne afgane sono viste come "merce di scambio", vendute come mogli appena 18enni a uomini con il triplo della loro età. Un trend che, tuttavia, sta cominciando a cambiare, anche grazie a scuole come questa.(Immagini Afp)