Jamshedi, Afghanistan (askanews) - Sembrano usciti da un libro di storia dell'Ottocento, quando l'impero britannico e quello zarista combattevano ferocemente sulle sponde afgane una della partite principali del Great game, il conflitto, caratterizzato da attività diplomatiche, militari e dei servizi segreti, che contrappose Londra e San Pietroburgo in Medioriente e Asia centrale nel corso di tutto il XIX secolo.Nella provincia di Faryab, al confine con il Turkmenistan, in sella ai loro cavalli o a qualche rara motocicletta, armati di kalashnikov e di Rpg, i micidiali lanciarazzi anticarro spalleggiabili di fabbricazione sovietica, le milizie del comandante Naeem partono per rastrellare l'area di una pista usata dai talebani per infiltrarsi nelle impervie regioni dell'Afghanistan settentrionale.L'appoggio delle milizie locali, opportunamente finanziate, è l'ultima disperata strategia del governo centrale per cercare di ostacolare la crescita del movimento insurgent in tutto il Paese. Si tratta di combattere il lupo afgano con il mastino afgano, come recita un antico adagio locale. Ma il passato problematico di questi guerrieri, adusi a tutte le guerre e a tutte le alleanze, non getta una luce favorevole sulle prospettive di una pace finalmente stabile nel Paese."Riusciamo a dormire solo poche ore per notte, dichiara un mujahid di Naeem, a causa dei turni di pattuglia nei dintorni del villaggio. Se non ci fossimo noi, i talebani avrebbero già catturato Maimana, la capitale della provincia di Faryab. Giovani e anziani sono insieme in prima linea contro i talebani".Sono circa 5.000 i miliziani sotto le insegne irregolari del comandante Naeem e i politici afgani intendono allargare a tutto il Paese questi eserciti di supporto alle forze di sicurezza governative che, dopo il ritiro dei reparti combattenti della Nato, stanno subendo perdite pesantissime. Uno scenario che sembra riportare ai fantasmi inquietanti della devastante guerra civile che dilaniò l'Afghanistan dopo la sconfitta dell'Armata rossa sovietica e che portò i talebani al potere. Con l'Afghanistan inchiodato, per contingenze interne e internazionali, alla croce di un conflitto che sembra senza fine.(Immagini Afp)