Roma, 3 nov. (askanews) - Sono iniziate al Cairo le analisi delle due scatole nere che erano a bordo del volo russo Metrojet 9268 che si è schiantato sabato scorso nel Sinai, 23 minuti dopo essere partito da Sharm el Sheik, diretto a San Pietroburgo.Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha detto che probabilmente ci vorrà tempo per avere una risposta sulle cause della tragedia, che ha provocato la morte di 224 persone.Secondo lui, però, le rivendicazioni dell'Isis sull'abbattimento dell'aereo, sono solo propaganda che mira a indebolire ulteriormente il Paese.Intanto, un secondo aereo con i corpi di altre vittime è arrivato a San Pietroburgo e continua il riconoscimento da parte dei familiari delle prime 144 salme tornate a casa.Emergono nuove ipotesi sull'incidente. Per la società proprietaria dell'Airbus non sarebbe stata un'avaria e l'unica causa ipotizzabile per lo schianto dell'aereo, andato in pezzi ancora prima dell'impatto a terra, sarebbe l'intervento di "un fattore esterno". Un satellite statunitense che si trovava sopra il Sinai in quel momento, ha inoltre rilevato un lampo dicalore. Fondamentale, per gli analisti, capirne la provenienza. Potrebbe essere legato al lancio di un missile, allo scoppio di una bomba, all'esplosione di un motore, o allo schianto di un rottame al suolo.