Roma (TMNews) - Adesso è ufficiale: Bashar al Assad è uno dei sei candidati alle prossime elezioni presidenziali. La partecipazione di Assad è stata confermata in una lettera inviata dal capo dello Stato uscente al Parlamento siriano: la sua vittoria, il 3 giugno prossimo, sembra essere una formalità, viste le regole fissate dal regime per le candidatura e la difficoltà di far svolgere il voto nelle aree del paese controllate dai ribelli.Assad, che è al potere dal 2000, era stato eletto per via referendaria, così come il padre Hafez. Ma la nuova Costituzione approvata nel 2012 - in pieno conflitto civile - concede per la prima volta la possibilità a diversi candidati di presentarsi alla guida del Paese.Almeno in teoria. Perché, in realtà ad Assad basterà davvero poco per restare a capo del regime di Damasco. Perché la candidatura sia confermata occorre infatti il sostegno di almeno 35 deputati sui 250 eletti in Parlamento. E tra questi, 160 fanno parte del partito Baath, al potere da mezzo secolo, e tutti schierati dalla parte del presidente. A disposizione degli altri candidati rimangono dunque solo una novantina di deputati.A rafforzare la posizione di Assad, infine, la decisione che tutti i candidati devono essere stati residenti in Siria nel corso degli ultimi dieci anni, senza interruzione alcuna. Un criterio che esclude qualsiasi leader dell'opposizione in esilio.