Roma, (askanews) - É morto Luigi Necco, il giornalista napoletano storico volto della trasmissione sportiva 90° minuto. Aveva 83 anni, ne avrebbe compiuti 84 a maggio. I suoi collegamenti dallo stadio San Paolo resteranno nella storia delle telecronache sportive. Inventò espressioni come "Milano chiama, Napoli risponde" e per i Mondiali di Città del Messico nell'86 fece una battuta sul goal di mano di Maradona all'Inghilterra, "La mano de Dios o la cabeza de Maradona" a cui il giocatore rispose "Tutte e due", rendendolo famoso in tutto il Sudamerica.

Condusse per un breve periodo anche "Mi manda Raitre" e fece le dirette dai campi per "Buona Domenica", passando a Mediaset. E nell'81 fu vittima di un attentato: venne gambizzato in un ristorante di Avellino per mano di tre uomini inviati da un luogotenente di Raffaele Cutolo dopo aver parlato in tv dell'incontro tra il presidente dell'Avellino Antonio Sibilia con lo stesso Cutolo in un'udienza del processo al boss.

Le sue telecronache per il Napoli restano ricordi storici per i tifosi. Sull'account Twitter della squadra si legge: il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli esprimono profondo cordoglio per la morte del giornalista Luigi Necco: ha raccontato la nostra storia - fino a diventarne parte - sempre con passione e stile inconfondibili". Cordoglio anche dai colleghi di 90° minuto:

"Se n è andato uno di noi: #LuigiNecco non c'è più, si è spento nella notte il nostro storico giornalista. Ci raccontò l epopea del #Napoli di Maradona, ma era anche tanto altro. Ciao Luigi da tutti noi di #90minuto".

Così lo saluta anche l'amico e collega radiocronista, Riccardo Cucchi: "Luigi Necco era tutto quello che oggi manca di più : ironia, cultura, rispetto. E sapeva fare davvero bene il suo mestiere".