Roma, (askanews) - Un poeta dell'anima. E' morto a 76 anni Abbas Kiarostami, il maestro del cinema iraniano. Si è spento a Parigi, dopo una lunga battaglia contro il cancro. Regista ammiratissimo, anche da Jean-Luc Godard, che una volta parlando di lui disse che "il cinema iniziava con Griffith e finiva con Kiarostami", nella sua carriera è stato anche sceneggiatore, fotografo, pittore, scultore e designer grafico.

Nato a Teheran nel '40, iniziò a lavorare nella pubblicità e nell'illustrazione di libri per bambini, e saranno proprio loro, i bambini, i protagonisti di tanti film, diretti con un tocco speciale e delicato. "Il sapore della ciliegia" del '97 viene considerato il suo capolavoro, il film che lo fece conoscere al mondo e con cui vinse la Palma d'oro al Festival di Cannes, su un uomo che si aggira per la periferia di Teheran mentre pensa di suicidarsi.

Un riconoscimento non gradito all'Iran, considerando che anche prima il maestro aveva rielaborato molti suoi film secondo le regole della censura del regime. Tra i suoi titoli più famosi ci sono "E la vita continua" e "Sotto gli ulivi" sempre degli anni '90, ambientati nel Nord dell'Iran. Poi "Copia conforme" del 2010 e l'ultimo, "Qualcuno da amare", presentato di nuovo in concorso al Festival di Cannes del 2012.

Il suo cinema era molto documentaristico, riflessivo, con lunghi dialoghi e ritmo lento. Indagava la realtà, le relazioni umane, non parlava direttamente del regime iraniano. Nel 2005 girò anche un episodio di "Tickets" insieme ad Ermanno Olmi e Ken Loach, un film sul tema del viaggio in treno.