Idomeni (askanews) - Sotto l'apparente calma di una vita tornata alla sua precaria quotidianità, la tensione resta alta ad Idomeni dopo le violenze del fine settimana, quando 250 migranti hanno tentato di oltrepassare il confine e sono stati respinti con durezza dalla polizia macedone, che ha fatto uso di lacrimogeni e proiettili di gomma. Nel campo improvvisato vivono oltre 11mila persone da settimane, alcuni da mesi. La Grecia cerca di convincere le persone ad allontanarsi dal confine e, visti gli ultimi sviluppi violenti, in 400 in 48 ore, hanno acconsentito. Liene Veide è la portavoce dell'Alto commissariato per i rifugiati Onu a Idomeni."Ci sono molti più rifugiati disposti a lasciare Idomeni ora. Non si sentono a loro agio qui, non si sentono al sicuro, non più dopo i recenti avvenimenti. E questo è il motivo per cui andrebbero aperti nuovi siti il più velocemente possibile".La Grecia si è impegnata a rispondere entro due settimane alle centinaia di domande d'asilo, passo fondamentale per dare il via all'accordo con la Turchia che prevede il rimpatrio di chi non avrà diritto all'asilo.