Al 10mo Refugee Film Festival organizzato a Tokyo dall'agenzia dell'Onu per i rifugiati (UNHCR), tra le dieci pellicole spicca un film-documentario italiano realizzato ad Aleppo.
“Young Syrian Lenses” racconta la vita spericolata dei media-attivisti che informano il mondo su quanto accade nella città ribelle martoriata dal regime siriano da quattro anni. Si basa sulla documentazione raccolta l'anno scorso da Ruben Lagattolla, che ha poi realizzato il film-documentario (in proiezione lunedì sera all'Istituto Italiano di cultura di Tokyo) assieme a Filippo Biagianti. In evidenza non è tanto l'aspetto più truce della tragedia, ma la vita quotidiana e la volontà di sopravvivenza di una popolazione sotto condizioni impossibili. Condizioni che stanno addirittura peggiorando. I due registi restano in contatto con i media-attivisti e, dopo la campagna russa di bombardamenti da poco avviata, raccolgono notizie sempre più inquietanti. “Mi dicono che i bombardamenti russi fanno molte vittime civili e finiscono per favorire l'arrivo dell'Isis – afferma Lagattolla – A questo punto, da lì mi chiedono come fuggire in Europa o in Nordamerica”.