Roma, (askanews) - Il futuro della Capitale raccontato in meno di venti minuti. Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e il sottosegretario Claudio De Vincenti annunciano la nuova struttura che circonda il sindaco di Roma, Ignazio Marino, per l'ordinaria amministrazione e per il Giubileo: entra in scena prepotentemente il prefetto di Roma Franco Gabrielli. Non si tratta, insistono, di un commissariamento. Ma di fatto sull'onda dell'inchiesta Mafia Capitale, l'attività futura di Roma sarà sotto il controllo del prefetto."Intendo incaricare il prefetto di Roma, nel quadro dei rapporti di leale collaborazione tra gli enti locali e lo Stato, di pianificare con il sindaco di Roma gli interventi di risanamento dei settori che sono rimasti più compromessi dagli accertamenti ispettivi".Nell'elenco di Alfano rientrano otto ambiti critici fra cui verde pubblico, ambiente, campi nomadi, immigrazione, e ancora l'albo delle ditte dei servizi, una serie di controlli su nomine e appalti, la revisione dei contratti incluso quello con l'Ama per la nettezza urbana.Alfano annuncia anche lo scioglimento per mafia del municipio X, quello di Ostia. Ma soprattutto, nelle mani di Gabrielli sarà anche il controllo dei lavori per il Giubileo.Il comune non è sciolto, Marino non è commissariato, ma grande assente è proprio il sindaco, tuttora in vacanza dall'altra parte del mondo, chiuso un mutismo che appare come una protesta di fronte alla progressiva limitazione della sua autonomia da parte del governo Renzi. Il ministro Alfano alla richiesta di un cronista risponde brevemente "no comment".