Roma, (askanews) - Gli scontri quotidiani tra giovani palestinesi lanciatori di pietre e i soldati israeliani al checkpoint di Bet El, vicino a Ramallah, in Cisgiordania, vanno avanti da settimane e sono diventati la normalità per i residenti. "Viviamo normalmente. L'intifada su di noi non ha alcun impatto, come vedete, il check-point è a qualche metro da noi e noi siamo là, a fumare il narghilé", spiega Zaid Ayoubi, avvocato e abitante di Ramallah.A poche decine di metri dalle barricate, dove i giovani corrono per sfuggire ai gas lacrimogeni e ai proiettili di gomma israeliani, i negozi restano aperti e la gente fa i propri acquisti. "E' da tanto tempo che ci sono scontri con gli occupanti (Israele, ndr). E' diventato qualcosa di normale a cui siamo abituati. Lavoriamo come sempre, per i nostri clienti tutto ciò è normale", dice il benzinaio Abdullah Mubarak. Della stessa opinione il residente di Ramallah, sede dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) di Abu Mazen, Abed Bazan: "Siamo abituati e non abbiamo paura. Perché dovremmo avere paura? Dopo tutto quello che abbiamo subito, non è certo di questo che abbiamo paura".Dalle colline di Beit El, in molti vengono a seguire gli scontri. Qualcuno si scatta un selfie, che forse pubblicherà sui social come ricordo di questa intifada.(immagini Afp)