Palermo (askanews) - Prima festa dell'Immacolata da arcivescovo di Palermo per don Corrado Lorefice. Il successore di Paolo Romeo, insediatosi il 5 dicembre, ha celebrato il pontificale dell'Immacolata in una cattedrale piena di fedeli. La concomitanza della festa della Madonna con l'apertura della Porta Santa al Vaticano, ha offerto a Lorefice l'occasione per una riflessione sul Giubileo, che sia occasione per una maggior comunione tra popoli e religioni in un periodo storico così difficile."Questo è lo stile del cristiano: avere sempre un cuore aperto - ha detto Lorefice - Il simbolo della Porta Santa racchiude l'identità stessa della Chiesa, una porta aperta per tutti. Ricorda a tutti gli uomini che bisogna avere un cuore spalancato, inclusivo, che non esclude nessuno. E' questo il Dio che abbiamo imparato a conoscere, e che accoglie tutti".Lorefice aprirà la Porta Santa in cattedrale il 13 dicembre, mentre il 19 e il 20 saranno aperte le altre tre: quelle dei santuari di Santa Rosalia a Monte Pellegrino e della Madonna di Altavilla Milicia, ma anche quella della missione Speranza e Carità di Biagio Conte, in via Decollati."Il vescovo ha senso perchè c'è una comunione che bisogna mettere in atto - ha detto Lorefice - la Chiesa è comunione. Nel suo dna c'è una dimensione sinodale. Il vescovo serve la comunione di tutti questi carismi e di tutti questi doni che devono essere messi al servizio dell'unico Vangelo che gli uomini attendono".E quando non si annuncia il vangelo, cosa succede? "Succede che la Chiesa ha la tentazione di riflettere una luce sua propria ed è il momento in cui diventa più buia", ha concluso.