Roma, (askanews) - La maglietta di Vasco Rossi, una chitarra e lo zaino con cui era solito viaggiare. La bara avvolta dalla bandiera della pace. E' stato un commosso addio quello che Palermo ha rivolto a Giancarlo Lo Porto, il cooperante italiano ucciso lo scorso gennaio in un raid americano al confine tra Afghanistan e Pakistan. La salma del 39enne è rientrata da Roma il 17 settembre.A rendergli l'ultimo saluto tanti parenti e amici, che sono tornati a chiedere piena giustizia sulla morte del cooperante. Per il sindaco Leoluca Orlando, intervenuto alla cerimonia: "Partire per far vivere meglio gli altri e tornare è una missione. Partire per far vivere meglio gli altri e tornare dentro una bara è un dolore. Ed è questo grande dolore che la città di Palermo vuole condividere coi familiari, ma anche una denuncia nei confronti di un mondo che non riesce a dare risposte di pace e di umanità, chiuso dentro gli egoismi che vengono solo in parte compensati dalla cooperazione internazionale".