Napoli, (askanews) - A Napoli torna l'iniziativa "Facciamo un pacco alla camorra", giunta alla sua quinta edizione e organizzata dalla Rete di economia sociale e del Consorzio nuova cooperazione organizzata, e sostenuta dalla Fondazione con il Sud e dal Comitato "Don Peppe Diana". Il pacco regalo intorno al quale ruota l'evento è davvero unico nel suo genere: confezionato con prodotti agroalimentari unicamente provenienti da campi confiscati alla criminalità organizzata. Peppe Pagano del consozio Nco e Valerio Taglione del comitato "Don peppe Diana" sono tra gli organizzatori dell'iniziativa."Vuole promuovere - spiega Pagano - una economia sociale come antidoto all'economia criminale. Invece di puntare sulla globalizzazione, suil mercato, punta sulla globalizzazione dei diritti, sulla partecipazione, sulla condivisione, soprattutto mettendeo al centro le persone e il benessere del territorio"."Soprattutto - aggiunge Taglione - è un'occasione per dimostrare che si può fare e si può costruire un cambiamento reale, inq uesto territorio e solo così potremo dire di aver vinto la battaglia contro la camorra".Un progetto, insomma, che testimonia l'impegno delle cooperative sociali che dando lavoro ai più disagiati alimentano un'economia sostenibile. Tra i sostenitori anche il procuratore generale di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho che proprio a Napoli, da magistrato antimafia, è stato in prima linea nella lotta alla camorra."Il pacco alla camorra - dice il magistrato - è la manifestazione più significativa di come i beni confiscati possano essere produttivi e quindi riutilizzati dando lavoro e creando prodotti che entrano in unh'economia che con questo da illegale, diventa legale".Quasi contestualmente al lancio della quinta edizione dell'iniziativa, nel Salernitano venivano confiscati di beni per un milione di euro a un uomo vicino al clan Maiale di Eboli. Un nuovo importante segnale delle forze dell'ordine impegnate in una lotta senza quartiere contro i mille tentacoli della malavita organizzata.