Mumbai, (TMNews) - Canzoni di Bollywood e ballerine erano i pezzi forti delle notti di Mumbai: nei locali della metropoli indiana belle ragazze intrattenevano i clienti con danze, alimentando un business. Un mondo tramontato nel 2005, quando il governo ha messo al bando questo intrattenimento: incoraggia la prostituzione e sfrutta le donne, sostenevano le autorità. 700 locali sono stati costretti a chiudere, 75mila ballerine si sono trovate di punto in bianco senza un lavoro: Salma è una di loro. "Mi piaceva la musica, ero felicissima. È stato come se la mia vita fosse finita". Molte donne sono tornare ai paesi di origine, lei è rimasta in città ma ha dovuto prostituirsi. "Ho dovuto farlo per mio figlio, mi ha turbato l'anima ma ho dovuto" spiega. Reshman faceva la cameriera: anche lei è rimasta disoccupata e aveva bisogno di soldi per mandare i figli a scuola e pagare l'affitto: "Guadagnarsi da vivere era difficilissimo, i clienti non venivano nei locali per paura della polizia. All'inizio piangevo tantissimo, poi ho capito che era un servizio come gli altri, che non c'era niente di sbagliato". Dopo otto anni la loro vita sta per cambiare di nuovo: la Corte Suprema ha annullato il divieto, i dance bar possono riaprire. Una scelta che non piace a tutti. "La gente gravita attorno a questi bar anzichè andare al tempio o stare in famiglia, migliaia vengono distrutte" lamenta lo psichiatra Harish Shetty. Salma invece fa i salti di gioia: potrò tornare a ballare, dice, e i miei figli un giorno non saranno costretti a fare la mia scelta.