Mosca (askanews) - Scarpe, intemperanze e Crimea, i grandi snodi della Storia spesso passano attraverso aneddoti e archivi. Oltre 700 tra oggetti e documenti, mostrati per la prima volta al pubblico, sono l'ossatura di una retrospettiva dedicata a Nikita Krusciov, il leader del Cremlino sovietico dal 1953 al 1964.Personaggio controverso, Krusciov è considerato l'artefice della destalinizzazione cominciata con un durissimo atto di accusa al XX Congresso del partito comunista sovietico. Nella mostra viene presentato il testo del discorso insieme ad altri documenti che ricordano anche una verità meno conosciuta, ancora oggi, vale a dire il ruolo di primo piano svolto da Krusciov nelle campagne del terrore staliniano degli anni '30.Andrei Sorokine, commissario della mostra, un titolo che a differenza del più anodino "curatore" lascia correre qualche brivido, ha scelto di esporre alcuni ordini di fucilazione di "nemici del popolo" firmati da Krusciov negli anni terribili delle purghe."Dobbiamo studiare a fondo l'esperienza sovietica, e quella storica in generale, spiega Sorokine, per evitare gli errori del passato".Molto interessante anche il decreto firmato il 25 gennaio 1954 dal leader sovietico, nato nell'est dell'Ucraina, che sancisce il trasferimento della Crimea dalla Russia all'Ucraina. Un documento del 5 febbraio 1954 giustifica il dono della penisola con l'unità economica, la vicinanza geografica e gli stretti legami culturali tra Crimea e Ucraina. In buona sostanza, l'esatto contrario di quanto sostenuto 60 anni dopo per farla rientrare nell'orbita russa.Sorokine smentisce anche una leggenda, cioè che per esprimere il suo dissenso Krusciov abbia picchiato con una scarpa sul suo seggio all'Onu nel corso della seduta del 12 ottobre 1960. Il leader sovietico, esasperato, spiega Sorokine, si sarebbe solo sfilato la scarpa per poi brandirla in aria in segno di disapprovazione. "Tutte le foto che mostrano il contrario sono false", conclude il commissario.(Immagini Afp)