Roma, (askanews) - "Le vedevo come le vedevano tutti i bambini piccoli: le si raccoglieva e le si attaccava sull'album. Anche io ho fatto gli album di figurine per cui oggi essere qui ed essere tra quelli dell'album è una gioia infinita".

Sentire Nino Benvenuti, leggenda della boxe italiana, è come tornare alle notti in bianco e nero sulla Rai per seguire la scazzottata furibonda al Madison Square Garden fra l'agile e tecnico pugile triestino e la furia nera di Emile Griffith. Questa e tante altre emozioni si vivono entrando nelle sale del Mata di Modena dove è allestita la mostra "I migliori album della nostra vita" dedicata a Panini.

"Si può essere presenti in tanti album, ma come quello della Panini vuol dire essere nell'album, vuol dire essere ricordato ad vitam. E' importante per il passato vissuto dalla Panini ma soprattutto per come sarà nel futuro. Sono orgoglioso ed onorato".

Accanto a lui, tanti miti dello sport mondiale. La mostra apre in concomitanza con il Festival della Filosofia che ha per tema quest'anno proprio l'agonismo, ed è curata da Leo Turrini.

"Abbiamo selezionato un percorso, 'I migliori anni della nostra vita', partendo addirittura da Ettore e Achille, perché Panini aveva anche figurine della mitologia greca, per arrivare ai grandi fuoriclasse dello sport moderno come Bolt".

Negli spazi della Manifattura Tabacchi di Modena, considerata la capitale della figurina, è stato studiato un viaggio attraverso mille e più figurine di sportivi, sfogliando decine di album originali. Si possono ammirare gigantografie, video e animazioni. Ci sono percorsi di gioco, installazioni ed esperienze sensoriali, dal bigliardino al ring interattivo. E storie di personaggi come Coppi, Mennea, Tomba e Benvenuti, campioni ed esempi di agonismo ad altissimi livelli. Oltre alle figurine introvabili, come quella famosa di Pizzaballa e alle immagini di chi ha avuto meno fortuna.

Le figurine un tempo avevano un altro valore . "La figurina era quello che oggi è l'on-line per i ragazzini, per i nostri figli e nipoti. E' un tributo non tanto alla nostalgia quanto a un'idea del divertimento. Questa è una mostra multimediale, si può giocare con le figurine. Questo è il lascito più grande di Giuseppe Panini".