Milano (TMNews) - Indossano pettorine, sono armati di spray antiaggressione, fischietto e trombe da stadio, oltre che da cellulari e ricetrasmittenti: sono le "ronde civiche e controllo del vicinato" che debuttano nella centrale zona di Porta Venezia a Milano, promosse da una piccola associazione che riunisce alcuni commercianti e cittadini della zona. Dalle 8 di sera alle 6 del mattino, in squadre da quattro persone a piedi facilmente identificabili, e due in auto e altri due in motocicletta che si muoveranno invece "in borghese nelle aree più a rischio". Il presidente dell'associazione Luca Longo: "L'iniziativa di controllo del vicinato nasce dal fatto che la città non è sicura e a dichiarare questo sono i commercianti e i cittadini.Quindi i cittadini si riprenderanno la città facendo questi controlli e questo monitoraggio del territorio con raccolta di fotografie, di video e di segnalazioni anonime. Tutte queste informazioni noi le trasmetteremo alla magistratura e alla polizia, guardia di finanza e carabinieri quindi a tutte le istituzioni.Uno delle questioni più delicate è quella rappresentata dai profughi del Corno d'Africa, eritrei in primis, che giungono a Milano a centinaia e si ritrovano proprio nella zona di Porta Venezia. "Lo scandalo è il fatto che il Comune di Milano non abbia coinvolto la Croce rossa italiana (Cri) nell'emergenza profughi, è davvero assurdo. La Cri è quell'organismo che in tutto il mondo è la prima ad intervenire, ha l'intelligence e le strutture per poter far fronte a questo tipo di emergenza, invece abbiamo speso da ottobre 2013 fino a ieri 2,5 milioni di euro e non si sa come siano stati ripartiti e come siano stati spesi" ha spiegato Longo, sottolineando che "abbiamo avuto alcune segnalazioni anonime dove si dice che probabilmente dietro l'arrivo di questi profughi, dietro il caos che si sta creando, c'é una speculazione immobiliare, significa che si vuole far abbassare il valore delle attività commerciali e delle abitazioni, per poterle poi acquistare a pochi soldi.