Lesbo, (askanews) - Lesbo, in attesa della visita di papa Francesco. Quest'isola greca di fronte alla Turchia è diventata la porta principale d'ingresso in Europa. I locali e anche i migranti si aspettano molto dal Pontefice, alcuni sperano perfino che operi un miracolo."Ho sentito parlare di lui, un uomo buono, simpatico, un Papa buono che aiuta tutti" dice Nedal, siriano, ingegnere che viene da Idlib. Speriamo che possa riaprire le frontiere, almeno per qualche giorno, e farci partire".Fra i rifugiati opera anche Fragiskos Papamanolis, vescovo cattolico emerito. "Penso che questa visita sia un gesto che dimostra interesse e amore per queste persone. Credo che i rifugiati che il Pontefice incontrerà lo capiranno e ne saranno felici".A Lesbo è sbarcato in forze tutto il circo mediatico. La visita del Papa servirà senz'altro a riportare i riflettori sulla situazione dei profughi, qui e magari anche al confine fra Grecia e Macedonia dove la frontiera è sbarrata. Bergoglio forse vuole far riflettere i cattolici. Maritina Karakis lavora per la Caritas sull'isola greca: "Tutti i rifugiati vogliono essere vicini al Papa, toccarlo, parlargli. Sperano che dopo la visita le cosa vadano meglio. Che si trovi una soluzione. Una soluzione ai loro problemi e magari anche alla guerra che c'è nel loro paese. Sperano che qualcosa cambi".