Ischia, (askanews) - I sette ministri dell'interno delle principali democrazie industrializzate del mondo si incontrano a Ischia per il vertice del G7 su contrasto al terrorismo, anche via web, e lotta ai foreign fighters di ritorno dai territori liberati dall'Isis.

In tanti però sono scesi in piazza per chiedere ai grandi politiche diverse e che tutelino i diritti umani. Ecco alcune voci del dissenso.

"Sappiamo benissimo che quegli uomini e quelle donne che sono chiusi oggi al Castello aragonese stanno decidendo della vita di tante persone che soffrono questa crisi, siamo arrabbiati, sono mesi che muoiono migranti nel Mediterraneo e in questo mondo non si può vivere".

"Siamo qui per chiedere a loro di scendere dal piedistallo, perché sono distaccati dalla realtà, stanno facendo politiche di repressione e politiche di morte, noi vogliamo il rispetto dei diritti".

"Non ne possiamo più di essere trattati come in un campo di concentramento ovunque, e di questa repressione del dissenso brutale che ci riporta solo ai tempi del regime fascista".

La manifestazione degli appartenenti ai centri sociali sotto la sigla "Stop G7" è partita e terminata dal Porto di Ischia perchè è stato impedito di sfilare per le strade dell'isola. Circa 250 persone si sono imbarcate da Napoli sul traghetto sorvegliate e scortate da molti agenti in tenuta anti sommossa.