E' a Hiroshima che il governo giapponese ha convocato il G7 dei ministri degli esteri il 10 e 11 aprile, per affrontare i più scottanti temi politici internazionali in preparazione del vertice dei leader G7 di fine maggio a Ise-Shima. Una scelta simbolica quella della città-martire della bomba atomica: per la prima volta un capo della diplomazia americana, il segretario di stato Kerry, depositerà fiori al cenotafio delle vittime dell'atomica, assieme agli altri ministri tra cui il titolare della Farnesina Paolo Gentiloni. Il 6 agosto del 1945 iniziò l'era del terrore nucleare con 140mila vittime e il successivo dramma degli hibakusha, i sopravvissuti. Tra di essi Keiko Ogura, che aveva allora 8 anni e oggi fa la guida al Peace Memorial Museum. I ministri G7 lo visiteranno e dovrebbero firmare una “Hiroshima Declaration” per la non- proliferazione e una prospettiva di disarmo nucleare. Lo lo stesso obiettivo che il sindaco Kazumi Matsui persegue guidando l'iniziativa “Sindaci per la Pace”, che ha raccolto l'adesione di oltre 5mila sindaci nel mondo. Il sindaco sottolinea anche il messaggio che Hiroshima è risorta ed è oggi una città dinamica di quasi 1,2 milioni di abitanti. Patrimonio dell'Umanità Unesco non è solo l'edificio sopravissuto alla bomba ma anche il tempio Itsukushima sull'isoletta di Miyajima con il portale piu' famoso del Giappone. Anche lì si recheranno i ministri. Perchè Hiroshima vuole proporsi non solo come un simbolo di sofferenza, ma anche come un luogo di bellezza.