Gaza (TMNews) - Un'arca della speranza contro l'embargo israeliano a Gaza. La stanno costruendo nel porto della Striscia i pescatori palestinesi insieme con attivisti di diverse organizzazioni internazionali. E' una vecchia barca da pesca, in grado di portare fino a 100 passeggeri, che una volta ristrutturata verrà caricata di frutta, verdura, mobili, ricami e tanti altri prodotti artigianali palestinesi e messa in acqua, destinazione Europa."Si tratta di una soluzione pacifica, una nave civile che intende aprire il mare alla navigazione e al commercio palestinese. Questo è l'unico porto del Mediterraneo ad essere chiuso per un blocco" dice Mahfouz Kabariti, a capo del progetto, ricordando l'embargo imposto da Israele che da ormai 7 anni impedisce lo scambio di beni con la Striscia se non da un unico e controllato varco.Le barche hanno l'obbligo di non allontanarsi per più di 3 miglia nautiche, un'imposizione sfidata più volte dagli attivisti di Freedom Flotilla che partecipano anche a questo progetto e di cui Charlie Andersson fa parte."Noi abbiamo mandato navi a Gaza per provare a rompere l'embargo, questa volta facciamo il contrario e mandiamo una barca da Gaza verso l'Europa, ai consumatori europei, con a bordo merci per far terminare questo assedio e mostrarne l'assurdità".C'è grande ottimismo sulla riuscita dell'operazione "Arca di Gaza" ma anche molta apprensione al ricordo della tragedia del 2010 quando una nave della Freedom flotilla che stava tentando di forzare il blocco via mare venne assaltata dalle forze speciali israeliane. Morirono 9 attivisti.