Gaza (askanews) - Al via la ricostruzione a Gaza. Il ministro palestinese per i lavori pubblici, Moufid al-Hasayneh, ha posato la prima pietra nei cantieri aperti per ricostruire la prima abitazione tra le migliaia che erano stata interamente demolite durante l'offensiva israeliana dell'estate scorsa nella Striscia."Gaza è distrutta, molti settori sono stati coinvolti. Non solo le abitazioni, ma anche la sanità, l'agricoltura e l'industria. La Striscia ha bisogno di settemila tonnellate di cemento ogni giorno per vedere dei risultati", ha spiegato il ministro.Il problema è il blocco imposto da Israele che determina un ingresso col contagocce del materiale utile per i lavori. Il processo di ricostruzione delle 18mila abitazioni distrutte rischia di durare anni e anni. Andrà meglio forse alla famiglia Harara, proprietaria della prima abitazione ad essere ricostruita. "Siamo stati sfollati per un'intero anno e anche gli appartamenti che abbiamo preso in affitto erano senza mobili", ha spiegato Ziad Harara.Oltre al problema del blocco, la Striscia subisce anche i ritardi nelle donazioni internazionali. L'agenzia dell'Onu che si occupa dei rifugiati palestinesi ha avvertito di aver ricecvuto fondi solo per completare circa duecento abitazioni sulle settemila che sta seguendo. Secondo i palestinesi, la ricostruzione della Striscia, devastata da 50 giorni di guerra, costerà sei miliardi di euro. E nel migliore dei casi, cioè senza il blocco di Israele, potrebbe essere terminata entro cinque anni.(immagini Afp)